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Alcune informazioni utili sulla tiroide Ipotiroidismo Ipertiroidismo
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LA TIROIDE

La ghiandola tiroidea svolge un ruolo cruciale nel controllo del metabolismo corporeo; essa influisce, infatti, sul battito cardiaco, tasso di colesterolo, peso corporeo, livello energetico, massa muscolare, condizioni della pelle, vista, ciclo mestruale, stato mentale e altre funzioni. Malgrado la sua influenza su numerose funzioni corporee, non esiste ancora una diffusa consapevolezza dell'importanza della ghiandola tiroidea e una conoscenza delle disfunzioni che possono condizionarne il funzionamento.

Posta immediatamente sotto il pomo di Adamo attorno alla parte anteriore della trachea, la tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla, che secerne gli ormoni preposti a regolare il metabolismo corporeo e le funzioni organiche. L'ormone tiroideo influenza quotidianamente ogni tessuto e cellula del nostro organismo.

La disfunzione tiroidea più comune è la tiroide inattiva, o ipotiroidismo, che insorge allorquando la tiroide non è in grado di secernere l'ormone tiroideo in quantità sufficiente; meno di frequente, quando la tiroide produce ormone tiroideo in eccesso, si verificano condizioni di ipertiroidismo. Con un'adeguata terapia, i pazienti affetti da disfunzioni tiroidee possono condurre una vita regolare e attiva; se, al contrario, tali disfunzioni non vengono curate, possono intaccare il funzionamento del sistema cardiovascolare, di quello riproduttivo e dei principali organi vitali.

Il funzionamento della tiroide

La ghiandola tiroidea fa parte di un complesso meccanismo di risposta, che include altresì l'ipotalamo e l'ipofisi. » l'ipotalamo che inizialmente invia un segnale all'ipofisi mediante un ormone chiamato TRH (thyrotropin releasing hormone = ormone di rilascio della tirotropina); nel momento in cui l'ipofisi riceve il segnale, a sua volta rilascia l'ormone TSH (thyroid stimulating hormone = ormone ipofisiario) verso la ghiandola tiroidea. A sua volta, non appena riceve l'ormone TSH, la tiroide reagisce rilasciando due dei suoi ormoni, T3 e T4, che entrano nel circolo ematico, influenzando il metabolismo del cuore, fegato, muscoli e altri organi. L'ipofisi svolge, pertanto, un ruolo di controllo dell'intero sistema, monitorando la quantità di ormone tiroideo nel sangue e aumentando o diminuendo la produzione di TSH rilasciato, modificando in tal modo la quantità di ormone tiroideo nel sangue.

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IPOTIROIDISMO

L'ipotiroidismo (tiroide inattiva) è la disfunzione tiroidea più diffusa; insorge quando la ghiandola tiroidea non è in grado di produrre una quantità sufficiente di ormoni tiroidei (T4 e T3), preposti essenzialmente a regolare il funzionamento di ogni organo, tessuto e cellula del nostro corpo. L'ipotiroidismo colpisce circa 11 milioni di americani, in particolar modo le donne e gli anziani.

Negli Stati Uniti, la forma più comune di ipotiroidismo è la tiroidite di Hashimoto, che insorge quando il sistema immunitario produce anticorpi che distruggono la tiroide. La ghiandola tiroidea, in tal modo danneggiata, produce ormoni tiroidei in quantità ridotta, costringendo l'ipofisi a produrre maggiori quantità dell'ormone TSH, al fine di stimolare la tiroide a lavorare meglio. Tale richiesta di lavoro supplementare può indurre la tiroide ad ampliarsi, producendo quello che viene comunemente definito un gozzo.

Segnali e sintomi

In caso d'insorgenza di una disfunzione tiroidea lieve, i pazienti spesso non mostrano sintomi evidenti e, di conseguenza, non sono consapevoli delle proprie condizioni. Per quanto si tratti di una disfunzione lieve, se non curata, può progredire e mostrare sintomi più evidenti. Ecco alcuni segnali e sintomi tipici dell'ipotiroidismo:

Sintomi dell'ipotiroidismo
Stanchezza Raucedine Cambiamenti di umore
Difficoltà all'atto della
deglutizione
Vuoti di memoria Intolleranza verso il freddo
Pelle e capelli secchi

Individuazione e diagnosi

Individuare casi di ipertiroidismo può risultare abbastanza complicato, in quanto spesso i sintomi, di per sé piuttosto vaghi, vengono confusi con altre condizioni, quali il naturale processo d'invecchiamento, la menopausa o lo stress. Molti pazienti non si sottopongono ad alcuna diagnosi o cura per anni, a causa della mancanza d'informazione sull'ipotiroidismo, i suoi segnali e sintomi.

Fortunatamente, anche le forme più lievi di ipotiroidismo possono essere individuate grazie al test sensitivo TSH (ormone ipofisiario), che permette di diagnosticare le disfunzioni tiroidee ad uno stadio iniziale della patologia, in modo più preciso rispetto ad altri esami. Nel momento in cui l'ipotiroidismo viene diagnosticato nel suo stadio iniziale, gli specialisti sono in grado di indicare una terapia adeguata, prevenendo l'insorgenza dei sintomi.

Terapia e cura

L'obiettivo della cura dell'ipotiroidismo è quello di ristabilire il normale flusso sanguigno dell'ormone tiroideo, somministrando la quantità che manca. Una delle terapie più comuni consiste nell'integrare la normale produzione dell'ormone in questione con farmaci contenenti un ormone sintetico, la levotiroxina sodica, che generalmente viene assunto dal paziente per il resto della vita.
Una volta definita la terapia a base di levotiroxina sodica, vengono prescritti periodici test TSH, che hanno la funzione di monitorare il livello dell'ormone tiroideo. » importante che lo specialista monitori regolarmente il trattamento del paziente, in quanto il dosaggio della terapia può variare in funzione dell'età, peso corporeo, condizioni cardiovascolari e contemporanea presenza di altre patologie o terapie. Il monitoraggio dell'esatto dosaggio permette di prevenire la ricorrenza dei sintomi dell'ipotiroidismo e il ricambio eccessivo, che a sua volta potrebbe essere causa di ipertiroidismo.

I pazienti ipotiroidei dovrebbero evitare di cambiare tipo di farmaci a base di levotiroxina sodica senza aver prima consultato un medico. L'Associazione Americana degli Endocrinologi Clinici (AACE) e l'Associazione Americana di Tiroidologia (ATA) hanno pubblicato una serie di linee guida, nelle quali si suggerisce al paziente di effettuare ulteriori esami e rivedere, di conseguenza, i dosaggi nel caso in cui venga modificata la terapia a base di levotiroxina sodica. L'AACE raccomanda altresì ai medici di prescrivere la stessa marca di levotiroxina sodica al paziente nell'arco della vita di quest'ultimo.

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IPERTIROIDISMO

L'ipertiroidismo è una disfunzione tiroidea meno comune, che insorge nel momento in cui la ghiandola tiroidea diventa iperattiva e produce ormone tiroideo in quantità superiore alla norma. La patologia interessa circa uno/due milioni di cittadini statunitensi, mentre la sua incidenza è maggiore tra la popolazione femminile, in particolare nella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni. La forma più comune di tale disfunzione è la malattia di Graves, che ha colpito personaggi illustri, quali l'atleta olimpica Gail Devers e l'ex first lady americana, Barbara Bush. Le cause della malattia di Graves sono tuttora sconosciute.

Segnali e sintomi

Lo spettro dei possibili segnali e sintomi dovuti a un'iperattività della ghiandola tiroidea, include:

Sintomi dell'ipertiroidismo
Irritabilità/nervosismo Disturbi del sonno
Debolezza muscolare/brividi Crescita eccessiva della tiroide (gozzo)
Irregolarità del ciclo mestruale
Perdita di peso
Intolleranza Di Calore Problemi alla vista o irritazione agli occhi

Terapia e cura

La terapia e la cura dell'ipertiroidismo possono risultare abbastanza complesse e richiedono un programma a lungo termine. Una volta confermata la diagnosi, la terapia ha l'obiettivo di ridurre la quantità di ormone tiroideo secreto dalla ghiandola. Il trattamento dell'ipertiroidismo prevede la cura farmacologica antitiroidea, che permette di arrestare la produzione dell'ormone tiroideo, la cura a base di iodio radioattivo, che permette di neutralizzare l'iperattività della tiroide, di cui vengono ridotte le dimensioni, e infine l'intervento chirurgico, volto a rimuovere una parte o tutta la ghiandola. L'intervento viene previsto, in particolare, per curare soggetti molto giovani affetti dalla malattia di Graves e pazienti più anziani con disfunzioni alla ghiandola tiroidea.

Attualmente, negli Stati Uniti, si preferisce optare per la terapia a base di iodio radioattivo: i pazienti assumono una certa quantità di iodio radioattivo, che, in pratica, interrompe la produzione di ormone tiroideo; il dosaggio regolare dell'ormone normalmente viene ristabilito tramite assunzione di farmaci a base di levotiroxina sodica. La cura dovrà essere monitorata nell'arco dell'intera vita del paziente, per garantire che riceva l'appropriato dosaggio di farmaci.

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TEST TSH

Uno studio condotto dall'Università Johns Hopkins e pubblicato sul Journal of the American Medical Association suggerisce la necessità di sottoporsi a esami regolari, per individuare lievi disfunzioni alla tiroide nella fascia di popolazione adulta. In base alle conclusioni dello studio, lo screening regolare di pazienti adulti, uomini e donne con 35 anni o pi, presenta gli stessi costi dei controlli periodici di comuni patologie, quali l'alto tasso di colesterolo o l'ipertensione. In tale contesto, lo studio prende in considerazione il test sensitivo TSH, comunemente ritenuto l'esame più preciso e accurato per studiare l'attività della ghiandola tiroidea.

In passato, era possibile individuare le disfunzioni tiroidee solo a stadi avanzati delle singole patologie; grazie al test sensitivo TSH, al contrario, oggi gli specialisti sono in grado di diagnosticare le disfunzioni della tiroide a stadi molto prematuri, a volte prima che i pazienti inizino ad avvertire i primi sintomi. Grazie all'alto livello di sensibilità, gli esami TSH permettono ai medici di diagnosticare le più lievi anomalie del funzionamento della tiroide. Con una diagnosi e una terapia precoci delle disfunzioni tiroidee, i medici sono in grado di prevenire l'insorgere dei sintomi e limitare le possibili conseguenze sugli organi.

Prima dell'introduzione del test TSH, per individuare le disfunzioni tiroidee veniva calcolato il dosaggio degli ormoni tiroidei (T3 e T4) mediante un normale prelievo del sangue. Alcuni studi hanno invece dimostrato che anche se la tiroide non funziona regolarmente, il dosaggio degli ormoni può presentare valori nella norma. Il test TSH ha il grande vantaggio di rilevare la quantità di ormone di rilascio della tirotropina prodotto dall'ipofisi, l'organo che comunica alla ghiandola tiroidea la quantità di T3 e di T4 da rilasciare in funzione delle effettive esigenze dell'organismo. Il test TSH, sfrutta la "saggezza" dell'ipofisi, l'organo che riconosce per primo le disfunzioni tiroidee, fornendo una valutazione precisa della disfunzione tiroidea.

Il test TSH consiste nel prelievo di un piccolo campione di sangue, che viene poi esaminato in laboratorio. Qui viene calcolato il dosaggio dell'ormone TSH e, sulla base di una scala di valori normali, si determina se tale livello rientra nella norma (eutiroidismo), oppure è inferiore (ipertiroidismo), o superiore (ipotiroidismo).
Chi sospetta di essere affetto da una disfunzione della tiroide, dovrebbe sempre richiedere al proprio medico curante o a un endocrinologo di controllare il dosaggio dell'ormone TSH. A tal proposito, l'Associazione Americana Endocrinologi Clinici ha pubblicato un documento con una serie di utili suggerimenti pratici, invitando a sottoporsi all'esame TSH al fine di diagnosticare il funzionamento della tiroide.

Il test TSH non permette soltanto di effettuare una diagnosi accurata, ma ricopre un ruolo di primo piano nella definizione della terapia. Il test permette, infatti, di determinare il preciso dosaggio di farmaci da somministrare ai soggetti affetti da ipotiroidismo e ipertiroidismo, nonché modificarlo nel corso del trattamento.

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Questa pagina ha aggiornato su: 02/08/2003